In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, il Codacons richiama l’attenzione sulla necessità di rendere più semplice e immediato, in tutta Italia, l’accesso ai servizi di salute mentale. L’associazione sostiene che chi decide di chiedere aiuto debba poter individuare rapidamente il riferimento corretto, senza essere costretto a orientarsi tra numeri telefonici, siti web e strutture diverse.
«Quando una persona o una famiglia trova la forza di chiedere aiuto, non può essere lasciata sola a capire quale numero chiamare, quale struttura contattare o quale sia il servizio giusto», afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons. Secondo l’associazione, la disponibilità di un percorso chiaro e facilmente riconoscibile rappresenta uno degli elementi attraverso cui misurare l’efficacia delle politiche di prevenzione.
La proposta di una mappa nazionale
Il Codacons propone la realizzazione di una mappa nazionale dei servizi pubblici di salute mentale, consultabile anche da smartphone e organizzata per territorio. Lo strumento dovrebbe consentire a cittadini e famiglie di individuare strutture, contatti e modalità di accesso, riducendo i passaggi necessari per arrivare al servizio appropriato.
La proposta si inserisce nel quadro del Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030, che prevede il rafforzamento della rete territoriale, la presa in carico precoce e una maggiore integrazione tra i diversi servizi. Il documento dedica particolare attenzione ai giovani e alla fascia adolescenziale. Per Tanasi, questi obiettivi devono tradursi in strumenti concreti e semplici da utilizzare anche nei momenti di maggiore difficoltà.
«Una famiglia che si accorge che qualcosa non va non dovrebbe essere costretta a cercare informazioni tra decine di siti o a passare da una struttura all’altra prima di trovare quella giusta», osserva il segretario nazionale dell’associazione. L’obiettivo indicato è rendere più lineare il percorso di chi cerca assistenza, evitando che l’incertezza sulle modalità di accesso possa ritardare la richiesta di supporto.
Attenzione a scuole e università
Un capitolo specifico riguarda adolescenti e giovani adulti. Il Codacons chiede di rafforzare l’ascolto psicologico nelle scuole e nelle università e di creare un collegamento stabile con i servizi sanitari territoriali. In presenza di una situazione che richieda un intervento specialistico, il giovane e la famiglia dovrebbero così essere indirizzati verso il percorso più adatto.
«Scuole, università, medici, pediatri e servizi di salute mentale devono dialogare di più», aggiunge Tanasi, sottolineando l’importanza di intercettare tempestivamente le richieste di aiuto e accompagnarle verso il servizio competente. La posizione dell’associazione è che la prevenzione non debba limitarsi alle dichiarazioni di principio, ma debba tradursi nella possibilità concreta di trovare un interlocutore e indicazioni chiare.