Percorso sensoriale

A Cossato la pittura incontra il tatto

Rilievi in stucco e codici QR rendono fruibili i lavori anche a persone cieche o ipovedenti.

A Cossato la pittura incontra il tatto

È stata inaugurata venerdì 18 settembre, nella sala eventi G. Pizzaguerra di Villa Ranzoni a Cossato, la collettiva di pittura Dialoghi d’Arte 2026, organizzata dal Gruppo Incontri d’Arte, sezione artistica del Centro Incontro di Cossato. L’esposizione riunisce le opere di numerosi artisti del gruppo e propone lavori realizzati con tecniche e stili differenti.

Un allestimento pensato per l’inclusione

La mostra resterà aperta anche sabato 19 e domenica 20 settembre. L’elemento distintivo di questa edizione è uno spazio dedicato alle opere in rilievo, realizzate con stucco e concepite per favorire la partecipazione delle persone non vedenti o ipovedenti.

I quadri materici permettono di avvicinarsi alle opere anche attraverso il tatto, affiancando alla percezione visiva un’esperienza sensoriale diversa. Ogni lavoro in rilievo è inoltre accompagnato da un codice QR, che consente di ascoltare una breve analisi dell’opera e di ricevere ulteriori informazioni sul percorso espositivo.

La partecipazione all’inaugurazione

All’appuntamento inaugurale erano presenti Stefania Coppola, presidente dell’UICI di Biella, e numerosi rappresentanti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ospiti della manifestazione. Hanno partecipato anche il consigliere regionale del Piemonte Davide Zappalà e l’assessore del Comune di Cossato Mariano Zinno.

Espongono a Dialoghi d’Arte 2026 Giulia Benanchietti, Martha Bordon, Costanza Roza Calin, Orestina Colongo, Marinuccia Deva, Luciano Gentile, Elisabetta Guetta, Annamaria Lavino, Gabriella Mantovani, Daniela Moro, Giovanni Nobile, Giuseppe Nobile, Marina Pastorino, Antonella Sartori, Cristina Scalabrino, Rosa Maria Sparaccino, Graziano Trivellato e Renata Tuveri.

Attraverso la combinazione di pittura, rilievi e contenuti audio, l’iniziativa propone una modalità di fruizione rivolta a un pubblico più ampio. La collettiva diventa così anche un’occasione per conoscere il lavoro del Gruppo Incontri d’Arte e per sperimentare un rapporto con le opere basato su più sensi, nel segno dell’accessibilità.