È stata bocciata dal Consiglio comunale di Biella la mozione presentata dalle Democratiche Biellesi per collocare nell’aula consiliare due targhe dedicate ad Alba Spina e Lidia Lanza, indicate come le prime assessore della città. La proposta nasceva in occasione degli 80 anni dal voto alle donne e aveva l’obiettivo di ricordare due figure appartenenti a schieramenti politici diversi, ma accomunate dall’impegno amministrativo e civile.
Le due amministratrici
Spina e Lanza furono votate ed elette il 31 marzo 1946, prima del referendum del 2 giugno, data generalmente associata al primo voto universale in Italia. Nel testo della mozione, le Democratiche Biellesi hanno sottolineato come Biella abbia anticipato in più occasioni il resto del Paese sul piano dei diritti. Tra gli esempi citati figurano la Liberazione celebrata il 24 aprile e il Patto della Montagna, che sancì nel territorio biellese il principio della parità salariale tra uomini e donne.
Alba Spina viene ricordata come partigiana e antifascista. Per il suo impegno fu mandata al confino a Ponza e, tra il 1949 e il 1951, ricoprì l’incarico di prima donna nominata assessora. In seguito proseguì l’attività politica nel Partito comunista italiano, presso la direzione nazionale di Roma.
Lidia Lanza, esponente della Democrazia cristiana, fu invece assessora e amministratrice per 44 anni. Nel corso della discussione, i consiglieri comunali Andrea Foglio Bonda e Ivo Dato hanno ricordato il suo ruolo nell’impostazione dei servizi sociali locali e nell’organizzazione della nuova struttura USL, attività considerate centrali per lo sviluppo dell’assistenza nella città.
Il confronto in aula
La mozione era stata circoscritta volutamente alla realtà biellese, con l’intento dichiarato di proporre una memoria condivisa su due donne appartenenti a schieramenti contrapposti. Secondo le promotrici, il riconoscimento avrebbe dovuto valorizzare il contributo dato da entrambe alla crescita della comunità, senza estendere l’iniziativa a un quadro nazionale.
Durante la seduta di martedì 29, tuttavia, il confronto si è trasformato in uno scontro politico. La destra locale ha presentato un emendamento, poi ritirato, sostituendolo con una seconda proposta. L’esito della discussione è stato la bocciatura della mozione. Le Democratiche Biellesi hanno definito il passaggio in aula svilente e umiliante, sostenendo che un’occasione di condivisione sia stata compromessa dal confronto tra gli schieramenti.
Nel commentare il voto, le promotrici hanno richiamato il legame tra i valori della Resistenza, la democrazia e la possibilità per le donne di accedere ai vertici delle istituzioni. Nella loro ricostruzione, senza la fine del fascismo e senza il percorso democratico avviato dalla Resistenza, anche l’elezione di una donna alla guida del Governo non sarebbe stata possibile. Si tratta della posizione espressa dalle Democratiche Biellesi a conclusione della vicenda consiliare.