Replica istituzionale

Mensa scolastica, il Comune di Biella difende criteri e tariffe

Diete previste, iscrizioni e agevolazioni: l’amministrazione risponde alle contestazioni sulla gestione del servizio

Mensa scolastica, il Comune di Biella difende criteri e tariffe

Il Comune di Biella interviene sulle polemiche relative alla gestione della refezione scolastica e precisa i criteri adottati per garantire il funzionamento del servizio. L’amministrazione sostiene che alcune ricostruzioni diffuse nei giorni scorsi non corrispondano alle procedure effettivamente applicate e richiama la necessità di tutelare le famiglie, assicurare l’accessibilità e mantenere l’equilibrio economico del sistema.

Uno dei temi riguarda le richieste alimentari. L’ente chiarisce che nessun alunno è stato privato del pasto perché vegetariano o vegano. Anche per l’anno scolastico 2026/27 sono previste la dieta vegetariana, quella vegana e le diete speciali motivate da esigenze sanitarie o religiose, secondo le procedure stabilite.

Diete speciali e organizzazione

La distinzione indicata dal Comune riguarda la possibilità di predisporre menu personalizzati al di fuori delle categorie previste. Secondo l’amministrazione, il fatto che una richiesta non sia conforme ai criteri organizzativi non equivale alla negazione del pasto né a una discriminazione. In questi casi il centro di cottura non può elaborare una dieta differenziata su misura, mentre il pasto ordinario resta previsto sulla base delle presenze comunicate dalla scuola.

Per le diete speciali è inoltre richiesta una comunicazione quotidiana al centro di cottura da parte dell’insegnante interessato. Il passaggio, spiega l’ente, serve a consentire la preparazione e la consegna del numero corretto di pasti e a garantire il rispetto delle esigenze segnalate.

Iscrizioni e fasce di pagamento

Un secondo aspetto riguarda la collaborazione richiesta agli istituti scolastici per verificare le iscrizioni. Il Comune segue durante l’anno le attività di monitoraggio e riscossione, ma il servizio interessa 26 plessi e circa 2.300 bambini. Per questa ragione gli uffici non possono effettuare ogni giorno controlli diretti in ciascuna scuola.

La richiesta rivolta al personale scolastico consiste nell’individuare gli alunni che usufruiscono della refezione senza risultare regolarmente iscritti all’inizio dell’anno, così da informare tempestivamente le famiglie. L’obiettivo è consentire loro di regolarizzare la posizione oppure di organizzarsi per andare a prendere i figli all’ora di pranzo. Il Comune precisa che agli insegnanti non è stato chiesto di riscuotere denaro o di sostituire gli uffici, ma di svolgere una collaborazione organizzativa limitata. L’ente cita procedure analoghe adottate anche a Vigliano Biellese e Tollegno.

Il sistema prevede agevolazioni tariffarie ed esenzioni totali per le situazioni di grave disagio sociale certificate. Per l’anno scolastico in corso le esenzioni sono 65, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado. La tariffa massima di 7 euro riguarda le utenze con Isee superiore a 28.000 euro, chi non ha presentato la dichiarazione o le famiglie non residenti.

Le quote sono progressive e diminuiscono in base alla situazione economica. Alla scuola primaria Villaggio, riferisce il Comune, soltanto 2 famiglie su 109 pagano l’importo massimo, mentre la maggioranza sostiene una spesa pari o inferiore a 4 euro per pasto. L’amministrazione collega quindi la corretta iscrizione alla possibilità di applicare le tariffe e le agevolazioni previste.

Nella parte conclusiva della nota, il Comune respinge l’interpretazione delle procedure come forme di discriminazione o ritorsione. L’ente ribadisce che i criteri adottati mirano a garantire la continuità della refezione, la corretta gestione delle risorse pubbliche e l’applicazione uniforme delle regole.