Ivo Bonato ha ripercorso a Biella le tappe della propria carriera di videoreporter, dagli esordi a Telebiella fino ai reportage realizzati in alcuni dei principali teatri di guerra internazionali. L’occasione è stata l’incontro Professione reporter. Dall’Ucraina al Medioriente, cronache di un mondo in bilico, organizzato da Federmanager Biella e ospitato nella prima serata del 15 ottobre nell’Auditorium di Città Studi.
Accanto a Bonato sono intervenuti il regista, autore e docente Beppe Anderi, l’inviata del TGR Piemonte Caterina Cannavà, il corrispondente del TG Scientifico Leonardo Maurizio Menicucci e i cronisti del TG1 e del TG3 Andrea Lucchetta e Lucia Goracci, collegati in video. Il confronto è stato moderato dal direttore de La Nuova Provincia di Biella Cesare Maia.
Dagli inizi in televisione ai reportage
La serata ha seguito l’evoluzione professionale di Bonato, a partire dagli anni Novanta, quando iniziò a lavorare a Telebiella al fianco di Peppo Sacchi. In seguito il videoreporter è approdato alla Rai, collaborando prima nel Biellese e poi in tutto il Piemonte. In questo percorso ha sviluppato competenze tecniche e una particolare attenzione al racconto delle persone e delle vicende di attualità attraverso le immagini.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il rapporto tra il mestiere giornalistico e le trasformazioni tecnologiche. Bonato ha spiegato di avere sempre cercato di anticipare i cambiamenti, senza lasciarsi frenare dalle novità, compresa l’intelligenza artificiale. Ha inoltre ricordato l’importanza di osservare il lavoro dei colleghi più esperti e di continuare a migliorarsi, dopo le esperienze maturate nelle inchieste scientifiche e durante gli anni della pandemia.
Il lavoro nei teatri di guerra
Una parte centrale del racconto ha riguardato i reportage realizzati in Ucraina e Medio Oriente. Bonato ha lavorato in Libano, Siria, Israele, Iraq e Iran, affiancando diversi inviati di guerra. Insieme a Silvia Bacci ha documentato il primo convoglio di aiuti alimentari diretto in Ucraina e ha realizzato altri servizi dal fronte, anche con Andrea Lucchetta.
Nei suoi lavori, oltre agli eventi bellici, ha dedicato spazio alle conseguenze dei conflitti sulla popolazione civile e alla dimensione umana delle emergenze. Tra gli episodi ricordati durante l’incontro c’è stato il collegamento da Israele con Lucia Goracci dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023. La troupe si trovava ad Ashkelon quando, durante i bombardamenti, fu costretta a cercare riparo a ogni sirena d’allarme, prima di riuscire a lasciare una città ormai deserta.
La testimonianza ha restituito i rischi e le difficoltà del lavoro giornalistico nelle aree di crisi. Bonato ha raccontato di essere sempre pronto a partire, tanto da tenere uno zaino in automobile per eventuali emergenze. Nel finale non sono mancati i ringraziamenti alla propria insegnante di italiano e il riferimento alle persone incontrate nel corso della carriera, considerate fondamentali per imparare il mestiere e contribuire a documentare una parte della storia contemporanea.