Rassegna culturale

Il Nobel di Grazia Deledda rivive a Biella

Musica, immagini e narrazione hanno riportato al pubblico l’autrice sarda, tra memoria, identità e protagonismo femminile.

Il Nobel di Grazia Deledda rivive a Biella

Grazia Deledda è tornata al centro della scena a Biella, dove nelle sale di Palazzo Gromo Losa, nel cuore storico del Piazzo, si è svolta una serata dedicata alla scrittrice sarda. L’appuntamento, organizzato a cento anni dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura, ha proposto un percorso tra parole, musica e immagini per ripercorrere l’opera e la figura dell’autrice nuorese.

Protagonista dell’iniziativa è stata la Compagnia Tra parola e musica, con il concerto narrativo Canne al vento. L’amore non conosce povertà, ispirato a uno dei romanzi più celebri di Deledda. La drammaturgia di Andrea Congia ha costruito il filo del racconto, accompagnato dalla voce e dai giocattoli sonori di Elisa Zedda, dalla chitarra classica e dal synth dello stesso Congia e dalle videoscenografie curate da William Lenti.

Tra Sardegna e Piemonte

L’incontro ha proposto una rilettura contemporanea della scrittura deleddiana, nella quale la Sardegna non è soltanto un’ambientazione, ma un mondo interiore segnato da coscienze, colpe, desideri, legami familiari e destini individuali. In Canne al vento, le canne piegate dalle raffiche diventano una metafora della fragilità umana e della capacità di resistere alle avversità.

Nata a Nuoro nel 1871, Deledda ricevette il Premio Nobel nel 1926, riconoscimento conferito e celebrato ufficialmente nel 1927. Fu la prima e, secondo quanto ricordato nel corso dell’iniziativa, resta l’unica donna italiana ad avere ottenuto il Nobel per la Letteratura. La sua vicenda rappresenta il percorso di un’autrice partita da una realtà periferica rispetto ai grandi centri culturali del tempo e arrivata a una dimensione internazionale senza rinunciare alle proprie radici.

La centralità delle figure femminili

La serata è stata promossa dall’associazione Voci di Donne, con il contributo del Centro Territoriale per il Volontariato ETS, nell’ambito del progetto CulturHub della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Hanno collaborato il Comune di Occhieppo Inferiore, l’ANPI – Sezione Biella Centro Staffette Garibaldine, Art Space BIBOX, Donne Nuove e il Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella.

La partecipazione del sodalizio sardo si inserisce nel progetto le invisibili, dedicato alle donne che hanno lasciato un segno nella storia e nella cultura, ma il cui contributo è stato a lungo trascurato. L’iniziativa ha accolto l’invito dell’Assessorato del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna attraverso il PAE, il Piano Annuale/Triennale dell’Emigrazione previsto dalla legge regionale n. 7 del 1991.

Il Circolo Su Nuraghe ha così rinnovato il legame tra la comunità sarda e Biella, città in cui molte persone originarie dell’isola hanno costruito nuovi percorsi di vita. La cultura è stata presentata come un ponte tra Sardegna e Piemonte, tra il luogo d’origine e quello d’adozione, attraverso una figura capace di parlare a generazioni e territori diversi.

Accanto al ricordo della scrittrice, l’appuntamento ha richiamato l’impegno di Voci di Donne, gruppo formato da donne di età differenti per dare spazio a pensieri, esperienze e storie. Il filo tra memoria e presente ha riportato l’opera di Deledda dentro un confronto sull’ascolto, sulla condivisione e sulla forza delle voci femminili, mostrando come una vicenda individuale possa trasformarsi in patrimonio collettivo.