È rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado del Piemonte il progetto di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo promosso dal Consiglio regionale del Piemonte insieme all’Ufficio scolastico regionale. L’iniziativa coinvolge 16 istituti, due per ciascuna provincia, e affida un ruolo centrale agli studenti del progetto Mabasta, ideatore del modello di intervento tra pari.
Gli incontri nelle scuole proseguono fino al 30 ottobre e interessano studenti, classi e docenti. L’obiettivo è rafforzare una cultura fondata sul rispetto, sull’ascolto e sulla responsabilità, fornendo strumenti per riconoscere e affrontare episodi di bullismo, cyberbullismo, emarginazione, prevaricazione e bodyshaming. Il progetto parte dalla convinzione che la prevenzione non debba limitarsi all’informazione, ma debba coinvolgere direttamente chi vive ogni giorno la realtà scolastica.
Il progetto nelle province piemontesi
In provincia di Biella sono coinvolti l’Istituto comprensivo Biella 2 e l’Istituto comprensivo Biella 3. Gli altri istituti selezionati sono l’I.C. Domo 1 di Domodossola e l’I.C. Rina Monti di Verbania per il Verbano-Cusio-Ossola; l’I.C. S. Ignazio da Santhià e l’I.C. G. Ferraris di Vercelli; l’I.C. 2 di Acqui Terme e la D.D. di Valenza; l’I.C. Behar di Trecate e l’I.C. Rita Levi Montalcini di Novara; l’I.C. Quartiere Piave San Cassiano di Alba e l’I.C. Andrea Paglieri di Fossano; la D.D. Allievo di Torino e l’I.C. Gassino Torinese; infine, l’I.C. 3 e l’I.C. 4 di Asti.
Il Modello Mabasta prevede un percorso peer-to-peer, cioè da pari a pari. Sotto la guida del team giovanile, gli alunni sono accompagnati nell’adozione di alcuni strumenti operativi: in ogni classe vengono individuati un MabaProf e i Bulliziotti, viene compilato il MabaTest e sono installate BulliBox, fisiche o digitali, per consentire segnalazioni anonime. L’intento è rendere gli studenti parte attiva nell’individuazione dei problemi e nella tutela dell’ambiente scolastico.
Il ruolo delle istituzioni e degli studenti
Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha sottolineato la necessità di aiutare i ragazzi a non sentirsi impotenti davanti a un episodio di prevaricazione e a riconoscere il valore di gesti semplici, come avvicinarsi a un compagno isolato o prendere le distanze da comportamenti scorretti. Il vicepresidente Franco Graglia ha definito il coinvolgimento diretto degli studenti un elemento essenziale per costruire comunità scolastiche più consapevoli e sicure.
Secondo il consigliere segretario Fabio Carosso, l’intervento delle istituzioni deve arrivare prima che il bullismo provochi sofferenza, isolamento o disagio, offrendo ai giovani strumenti per chiedere aiuto e sostenere i compagni. Sulla stessa linea Mirko Cazzato, fondatore e team leader di Mabasta, per il quale il fenomeno non si contrasta soltanto parlandone, ma coinvolgendo gli studenti nella ricerca delle soluzioni. Il progetto piemontese punta così a trasformare la prevenzione in un percorso condiviso all’interno delle classi.