Sicurezza penitenziaria

Rogo in una cella, evacuazione d’emergenza senza feriti

Il fuoco sarebbe stato appiccato da un recluso dopo contrasti con altri ospiti dell'istituto.

Rogo in una cella, evacuazione d’emergenza senza feriti

Momenti di tensione si sono verificati domenica 9 agosto nella Casa circondariale di Biella, dove un incendio si è sviluppato all’interno di una camera detentiva al terzo piano. L’allarme è scattato intorno alle 18.35, quando il fumo nero ha iniziato a invadere la sezione.

La Sorveglianza generale e gli agenti di Polizia penitenziaria in servizio hanno coordinato l’evacuazione d’emergenza dei detenuti, accompagnandoli verso le aree ritenute sicure. Le operazioni sono state complicate dalla pioggia e dal rifiuto iniziale di alcuni reclusi di raggiungere i cortili passeggio. Tutti sono stati infine messi in sicurezza nell’atrio della sezione.

Le operazioni durante l’emergenza

Gli agenti sono intervenuti anche per contenere direttamente le fiamme, utilizzando gli estintori in dotazione e secchi d’acqua. L’incendio è stato spento e la struttura è stata messa in sicurezza. I successivi controlli sanitari, secondo quanto riferito, non hanno evidenziato intossicazioni o lesioni tra i detenuti.

L’esame dei sistemi di videosorveglianza avrebbe consentito di ricostruire l’origine del rogo. Secondo la ricostruzione, un detenuto avrebbe lanciato nella stanza alcuni fornelli e bombolette di gas contro altri reclusi, con i quali in precedenza si sarebbero verificati contrasti.

La perquisizione e il commento del sindacato

Al termine dell’intervento è stata eseguita una perquisizione straordinaria. In una camera detentiva gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato un micro-cellulare, un caricabatterie, un lettore MP3 e alcuni auricolari.

Matteo Ricucci, vice segretario regionale del SiNAPPe Piemonte, ha espresso apprezzamento per il lavoro della Polizia penitenziaria, sottolineando la gestione dell’emergenza e l’attività investigativa che ha portato al ritrovamento del materiale non consentito. Il rappresentante ha evidenziato i rischi quotidiani affrontati dal personale negli istituti di pena.

Raffaele Tuttolomondo, segretario nazionale del SiNAPPe, ha invece chiesto interventi concreti per rafforzare la sicurezza e la tutela degli operatori. Il sindacato ha sollecitato strumenti di contrasto più adeguati, misure più rigorose contro chi provoca disordini e un formale riconoscimento per gli agenti impegnati nell’intervento.