Raggiri estivi

Truffe telefoniche, come difendersi da voci clonate e spoofing

Tecniche digitali e pressione emotiva prendono di mira soprattutto persone sole: le cautele per non consegnare dati e denaro.

Truffe telefoniche, come difendersi da voci clonate e spoofing

Con l’arrivo di agosto, quando molte città si svuotano e familiari e conoscenti partono per le vacanze, il telefono può diventare uno dei principali strumenti utilizzati dai truffatori. A essere esposte sono soprattutto le persone anziane che trascorrono più tempo sole in casa e possono essere raggiunte da chiamate costruite per generare paura, urgenza o confusione.

Non si tratta soltanto di telemarketing insistente. I raggiri telefonici possono puntare direttamente a conti correnti, credenziali e codici di sicurezza, sfruttando tecnologie come l’intelligenza artificiale, capace di replicare la voce di parenti o conoscenti. A questa tecnica si aggiunge lo spoofing, cioè la falsificazione del numero visualizzato sul telefono, che può far apparire sul display il recapito di una banca o di un’autorità.

I numeri del fenomeno

Secondo i dati presentati da Consumerismo No Profit, tra il 2022 e il 2024 le frodi telefoniche hanno sottratto complessivamente 559,4 milioni di euro. Nel solo 2024 le vittime stimate sono state 2,8 milioni, con una crescita del fenomeno del 30% rispetto all’anno precedente.

Il problema riguarda in modo particolare la popolazione anziana. Gli over 65 sono 14,8 milioni, circa un quarto dei residenti in Italia, secondo le stime Istat riferite al 1° gennaio 2026. I dati del Ministero dell’Interno elaborati nel Rapporto Italia 2025 di Eurispes indicano inoltre 42.890 truffe ai danni di anziani nel 2024, contro le 37.108 del 2023: l’aumento è del 15,58%. Le chiamate ingannevoli restano la modalità più diffusa: il 71% degli intervistati dichiara di averne avuto conoscenza diretta o indiretta.

Le cautele da adottare

La prima regola è evitare di pronunciare subito la parola sì quando si risponde a un numero sconosciuto. Il consenso vocale potrebbe essere registrato e utilizzato per simulare l’accettazione di un contratto. È quindi preferibile rispondere con un semplice pronto o chiedere chi sia dall’altra parte.

Nessun operatore bancario, postale o appartenente alle forze dell’ordine chiede per telefono PIN, password o codici temporanei OTP. Una richiesta motivata dalla necessità di mettere in sicurezza un conto costituisce un possibile tentativo di frode. In questi casi non bisogna fornire informazioni e occorre interrompere la comunicazione.

Particolare attenzione va prestata anche al pressing psicologico. Frasi che annunciano un incidente a un familiare o il blocco imminente del conto servono a impedire verifiche e riflessioni. Se la conversazione provoca ansia o fretta, la raccomandazione è riagganciare immediatamente e contattare direttamente la persona o l’ente coinvolto attraverso recapiti ufficiali.

Il numero mostrato sul display non è una garanzia di autenticità. Dopo aver interrotto una chiamata sospetta, è necessario recuperare il recapito della banca o dell’autorità da un documento cartaceo o dal sito ufficiale e richiamare da capo. Infine, bisogna diffidare degli SMS con link inviati durante o dopo la telefonata: possono condurre a siti contraffatti progettati per sottrarre le credenziali. Gli istituti di credito, ricorda il testo, non inviano link esterni via SMS per gestire comunicazioni di sicurezza.