L’emergenza legata all’incendio del Monte Barone ha portato all’attivazione di una collaborazione tra territori e istituzioni. A Coggiola è stato allestito un campo attrezzato con cucina al campo sportivo, destinato a offrire supporto logistico e alimentare alle squadre impegnate sul fronte del rogo, tra il Biellese e la Valsesia.
Nel primo pomeriggio del 17 agosto si è concluso un tavolo tecnico con l’Unione Montana del Biellese Orientale, l’Unione Montana dei Comuni della Valsesia, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e l’AIB. Il fronte dell’incendio di Postua si trova vicino alle aree in cui stanno operando le squadre sul versante di Coggiola, rendendo necessario un punto di riferimento stabile per il personale impegnato nelle attività.
Una cucina per le squadre operative
La base logistica è stata organizzata per evitare che volontari e operatori debbano allontanarsi dalle zone di intervento per procurarsi cibo, acqua e altri beni essenziali. Il campo prepara attualmente 120-130 pasti al giorno. Nelle prime fasi l’attività consisteva nella distribuzione di pochi panini e bottiglie d’acqua, ma l’aumento delle persone coinvolte ha portato alla creazione di una struttura dotata di cucina.
Alla gestione partecipano la Protezione Civile di Biella e quella di Novara, mentre è previsto anche il supporto della Protezione Civile di Vercelli. L’Unione Montana del Biellese Orientale si occupa della spesa; la Protezione Civile recupera e trasporta al campo gli alimenti acquistati o messi a disposizione dalle aziende. I prodotti vengono quindi utilizzati per preparare i pasti destinati a volontari e operatori impegnati nell’emergenza.
Il coordinamento dell’iniziativa è affidato all’Unione Montana del Biellese Orientale, in accordo con la Protezione Civile e con l’Unione Montana dei Comuni della Valsesia. Il presidente Davide Cappio ha sottolineato il valore del lavoro congiunto tra le diverse squadre e gli enti coinvolti, evidenziando la necessità di mettere in comune strutture, risorse e personale per affrontare un’emergenza che supera i confini amministrativi.
La solidarietà della comunità
Accanto all’organizzazione istituzionale si è sviluppata anche la solidarietà spontanea della comunità. Con il passare dei giorni, alle bottiglie d’acqua si sono aggiunti cibo fresco, panini, pizza e altri prodotti destinati alle squadre. Un sostegno particolarmente importante perché l’intervento si protrae da giorni e le alte temperature rendono necessaria una gestione costante delle esigenze degli operatori, compresa la disponibilità di integratori.
Al tavolo tecnico erano presenti, oltre a Cappio, Francesco Pietrasanta per la Valsesia, il sindaco di Coggiola Paolo Setti, la vice Laura Speranza, i responsabili delle Protezioni Civili di Biella, Vercelli e Novara e alcuni volontari impegnati nella preparazione e nella distribuzione dei pasti. L’obiettivo dichiarato è garantire una risposta più efficace durante l’emergenza e sperimentare un modello di collaborazione replicabile nella gestione delle criticità nelle aree interne.
Sul fronte dell’incendio resta alta l’attenzione. Mentre veniva organizzata la base di supporto, era atteso anche l’arrivo di un temporale, ma le squadre hanno continuato a operare nelle diverse aree interessate dal rogo.