Incontro pastorale

Biella, la Chiesa di San Filippo guarda al bicentenario

Monsignor Cerrato ha parlato di fede, memoria e vita comunitaria nella storica parrocchia cittadina.

Biella, la Chiesa di San Filippo guarda al bicentenario

La Chiesa di San Filippo Neri di Biella si avvicina al duecentesimo anniversario della sua dedicazione. In vista della ricorrenza, la comunità ha avviato un percorso di preparazione fatto di momenti di riflessione e approfondimento. Tra gli appuntamenti si è inserita la conferenza tenuta giovedì 15 ottobre da monsignor Edoardo Aldo Cerrato, vescovo emerito di Ivrea e già procuratore generale della Confederazione degli Oratori di San Filippo.

Il ritorno nella chiesa della giovinezza

Per monsignor Cerrato si è trattato anche di un ritorno in un luogo legato alla sua storia personale. Nella chiesa biellese è stato infatti chierico e successivamente preposito, vivendo qui gli anni della giovinezza. L’incontro, dal titolo Vivere la fede oggi, una costruzione dall’alto, ha preso avvio dai segni e dalle caratteristiche dell’edificio, riletti nella prospettiva del bicentenario.

La ricorrenza è stata presentata come un’occasione per riportare al centro il significato della chiesa e ciò che essa custodisce. Nel corso della serata, il relatore ha sviluppato l’immagine della Chiesa come casa e comunità, definendola Domus Ecclesiae: il luogo nel quale la comunità celebra le principali esperienze della vita e trova nella grazia di Dio la forza per affrontarle.

Le pietre vive della comunità

Al centro della riflessione è stata posta anche la figura delle pietre vive, cioè i cristiani, chiamati a costruire la comunità a partire da un progetto che viene dall’alto, da Dio. Un progetto che, secondo quanto spiegato da Cerrato, non richiede una condizione di perfezione, ma la disponibilità a vivere il rapporto con Dio e con la Chiesa, indicata come il suo corpo e resa concreta anche attraverso i sacramenti.

Per approfondire questo passaggio, il vescovo emerito ha richiamato una riflessione di Leone XIV sull’origine del cristianesimo, presentato non come il risultato di un’idea o di un concetto astratto, ma come una realtà legata alla carne, a un corpo e a una storia concreta.

La serata è stata accompagnata dai canti Chiesa di Dio, Popolo in festa e Signore, fa’ di me uno strumento. Cerrato ha inoltre ricordato l’Anno della fede, inaugurato da Benedetto XVI all’inizio del suo episcopato a Ivrea, soffermandosi sulla dimensione dialogante e sinodale della fede. L’unità dei credenti, vissuta in modo corale, è stata indicata come una testimonianza rivolta al mondo.