Il PMLI di Biella chiede al governo di procedere con l’ammodernamento e l’elettrificazione della tratta ferroviaria tra Biella e Novara. La posizione è contenuta in una nota firmata da Gabriele Urban, nella quale l’organizzazione interviene dopo la risposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a un’interrogazione parlamentare sull’opera.
Secondo quanto riferito dal partito, il ministro avrebbe indicato negli elevati costi e nelle difficoltà tecniche alcuni degli ostacoli alla realizzazione dell’elettrificazione. Il PMLI contesta questa impostazione e mette a confronto la situazione della linea con il sostegno del governo al ponte sullo Stretto di Messina, definito nella nota un intervento dai costi miliardari. L’organizzazione sostiene che, a suo giudizio, le risorse vengano individuate per le grandi opere mentre risultino insufficienti quando si tratta di rafforzare i servizi utilizzati quotidianamente dalla popolazione.
La richiesta del partito
La formazione marxista-leninista indica come priorità l’intervento sull’intera tratta Biella-Novara, utilizzata, secondo la nota, da centinaia di studenti, lavoratrici e lavoratori. Il treno viene descritto come un’alternativa potenzialmente più sicura, economica e sostenibile all’automobile, soprattutto in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi del carburante, dei pedaggi autostradali e della mobilità in generale.
Nel documento viene inoltre richiamata la posizione del tavolo treni biellese, che si sarebbe espresso a favore dell’elettrificazione completa della linea, dichiarandosi disponibile anche a tre anni di bus sostitutivi durante i lavori. Il PMLI considera questo orientamento un’ulteriore conferma della necessità di intervenire sull’infrastruttura nel suo complesso, anziché limitarsi a interventi parziali.
Disagi e lavori sulla tratta
La nota ricorda che in questi giorni il servizio sulla linea è nuovamente svolto con autobus sostitutivi per consentire l’installazione di un nuovo sistema di controllo della marcia. Per il PMLI, l’interruzione si inserisce in un quadro di criticità più ampio: la tratta misura poco più di 50 chilometri, ma il viaggio tra i due capoluoghi richiede ancora circa un’ora, con convogli giudicati dal partito vecchi e inadeguati.
L’organizzazione collega la richiesta di elettrificazione anche al confronto con la nuova Pedemontana, ritenuta un’opera destinata a consumare altro territorio e a favorire il trasporto su gomma. Nella parte conclusiva del comunicato, il PMLI sollecita un piano immediato di investimenti pubblici per il completo ammodernamento della linea e respinge quella che definisce la frenata del governo sul progetto. La richiesta viene rivolta a destinare le risorse ai servizi e alle infrastrutture considerate utili per pendolari, studenti e lavoratori.