La tutela dei sette Sacri Monti del Piemonte, riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’Unesco, è stata al centro di un’audizione della Commissione Cultura del Consiglio regionale. L’incontro, richiesto dal consigliere Mauro Fava di Forza Italia, ha coinvolto i rappresentanti dell’ente gestore dei complessi di Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo.
Al termine dei lavori, la presidente della Commissione Cultura Paola Antonetto ha dichiarato che farà quanto possibile per sensibilizzare Consiglio e Giunta sulle esigenze espresse dall’ente. L’obiettivo è rafforzare le risorse destinate alla conservazione di un patrimonio considerato una componente rilevante del patrimonio artistico piemontese.
Le dimensioni del patrimonio
L’architetto Diego Bertotti ha illustrato le caratteristiche del sistema dei Sacri Monti, che si estende su 707 ettari e interessa sei territori metropolitani. Il complesso comprende oltre 150 strutture, tra cappelle votive, chiese e piloni, oltre a 34 chilometri di sentieri e 530 alberi monumentali.
Secondo quanto riferito durante l’audizione, la legge regionale 19 del 2015 prevede uno stanziamento complessivo di 2 milioni di euro l’anno per il personale dell’intero ente e di 350mila euro per la gestione ordinaria dei Sacri Monti, con l’esclusione di Oropa. Per il sito di Oropa è prevista una quota aggiuntiva di 150mila euro.
Le difficoltà di gestione
La presidente dell’ente, Francesca Giordano, ha evidenziato che gli importi non tengono conto dell’evoluzione della situazione economica. Nel corso degli anni il personale è sceso da 46 a 35 unità, mentre ai sei Sacri Monti che beneficiano dei 350mila euro per la gestione ordinaria vengono destinati mediamente appena 18mila euro all’anno per manutenzione e sicurezza, pari a circa 3mila euro per ciascun sito.
Giordano ha inoltre segnalato le difficoltà legate alla partecipazione ai bandi pubblici. In caso di ritardi nei trasferimenti, l’ente rischia infatti di non riuscire a sostenere nello stesso periodo le spese ordinarie, i cofinanziamenti e le anticipazioni di cassa necessarie per realizzare gli interventi.
Il direttore dell’ente, Marina Feroggio, ha proposto una modifica della normativa regionale. Tra le ipotesi indicate c’è l’adeguamento periodico dei trasferimenti, insieme a un ricalcolo dei fabbisogni e a un’integrazione delle risorse per compensare gli aumenti, sul modello di quanto avvenuto nel 2025 per gli enti parco. All’audizione sono intervenuti anche Mauro Fava, Laura Pompeo, Monica Canalis ed Emanuela Verzella, che hanno chiesto ulteriori approfondimenti.