Elettrificazione, velocizzazione e riclassificazione della ferrovia sono i tre interventi esaminati durante il tavolo dedicato alle infrastrutture ferroviarie piemontesi, ospitato al Grattacielo della Regione. I tecnici di RFI hanno illustrato le analisi progettuali relative alla linea Biella-Novara, mentre il territorio biellese ha ribadito la necessità di mantenere insieme tutti gli obiettivi di sviluppo.
Per l’elettrificazione la stima dei costi è di 98,5 milioni di euro. Il progetto richiederebbe l’adeguamento delle gallerie, interventi sui ponti e sui cavalcaferrovia, oltre alla realizzazione di nuove sottostazioni elettriche. A questa voce si aggiungerebbero circa 26 milioni per la riclassificazione della tratta, necessaria a consentire il passaggio di convogli più pesanti e capienti.
Velocità e trazione elettrica
Le complessità tecniche e finanziarie dell’elettrificazione sono state anche alla base dell’ipotesi, prospettata dall’assessore regionale Gabusi, di procedere intanto con una serie di opere per aumentare la velocità dei treni. L’investimento previsto sarebbe di circa 52,7 milioni di euro, con un guadagno massimo stimato in 7-8 minuti. La soluzione manterrebbe però l’attuale trazione diesel e il cambio di convoglio a Novara. Alcuni lavori potrebbero essere avviati in tempi brevi.
La posizione espressa dal territorio, rappresentato dagli esponenti del Tavolo Ferrovie coordinato dalla Provincia, è stata però unanime: la Regione Piemonte dovrebbe impegnarsi per inserire l’elettrificazione della Biella-Novara nel prossimo Contratto di programma nazionale tra RFI e Ministero dei Trasporti. Alla richiesta hanno aderito il presidente della Provincia Emanuele Ramella Pralungo, le associazioni dei pendolari e gli industriali biellesi.
Secondo la consigliera regionale Verzella, la velocizzazione resta utile e in parte propedeutica all’elettrificazione, ma non può essere considerata un’alternativa definitiva. L’obiettivo indicato è arrivare a un collegamento più rapido, sostenibile e diretto con Milano, superando l’attuale cambio di treno. Tra le criticità viene citata anche la disponibilità di tracce nel nodo milanese nelle fasce orarie più richieste dai pendolari.
Programmare il futuro del territorio
La difficoltà di accesso al nodo milanese, secondo la consigliera, non dovrebbe impedire di programmare gli interventi necessari per i prossimi anni. Il Contratto di programma ha un orizzonte fino al 2031 e, in questo arco temporale, la capacità del nodo potrebbe aumentare con l’evoluzione tecnologica. L’obiettivo è fare trovare la tratta pronta quando saranno disponibili nuove opportunità di collegamento.
La discussione è stata collegata anche alle ricadute economiche e demografiche per il Biellese. Un servizio ferroviario ritenuto insufficiente contribuirebbe a limitare l’utilizzo del treno verso Milano; collegamenti più efficienti potrebbero invece rafforzare l’attrattività del territorio, contrastare lo spopolamento delle valli e favorire l’arrivo di nuovi residenti, anche grazie allo smart working.
La posizione sostenuta al tavolo è quindi quella di portare avanti tutti e tre gli interventi, secondo tempi, finanziamenti e condizioni tecniche differenti: velocizzazione, riclassificazione ed elettrificazione vengono considerati parti di un unico progetto per il futuro della mobilità ferroviaria del territorio.