Salute maschile

Tumore della prostata, a Biella diagnosi precoce e nuove cure

Esperti, ricercatori e psicologi hanno discusso prevenzione, trattamenti e sostegno ai pazienti.

Tumore della prostata, a Biella diagnosi precoce e nuove cure

Il tumore della prostata può essere affrontato con prospettive favorevoli quando viene individuato per tempo. Se diagnosticato nelle fasi iniziali, infatti, la sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 90-95% e, secondo quanto spiegato dagli specialisti, molti pazienti riescono a tornare a una vita normale. È uno dei messaggi emersi durante la serata Prenditi cura di te, organizzata dal Fondo Edo Tempia per l’apertura del mese di informazione sui tumori maschili.

L’incontro si è svolto nella sala conferenze del Palazzone di Biella, sede di Banca Patrimoni Sella, davanti a più di cento persone. Al centro del confronto sono stati la prevenzione, la diagnosi, le possibilità terapeutiche e il sostegno psicologico agli uomini che affrontano la malattia.

Diagnosi e trattamenti

Stefano Zaramella, direttore dell’Urologia dell’Asl di Biella, ha ricordato che il primo passo è rappresentato dall’esame del sangue per il PSA, seguito, quando necessario, dalla visita urologica. La diagnosi precoce, ha sottolineato, aumenta l’efficacia delle terapie. Tra le opzioni illustrate da Nicolò Testino c’è anche la sorveglianza attiva, prevista per i tumori classificati a basso rischio: comprende un esame del sangue ogni tre mesi, una visita ogni sei mesi e una biopsia annuale. Il percorso può essere interrotto anche su richiesta del paziente, qualora il peso psicologico della convivenza con la malattia diventi difficile da sostenere.

Nel corso della serata è stato affrontato anche il ruolo della chirurgia robotica, utilizzata a Biella per gli interventi microinvasivi. Secondo quanto riferito, questa tecnologia consente di ridurre il rischio di incontinenza e di favorire il recupero della funzionalità sessuale. Michele Colombo, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, ha ricordato che l’acquisto del robot è stato finanziato con il contributo della Fondazione, del Fondo Edo Tempia e dell’associazione Amici dell’ospedale. L’obiettivo iniziale era arrivare a 250 operazioni in tre anni; gli interventi eseguiti hanno invece raggiunto quota mille. Il millesimo è stato effettuato da Roberto Polastri, direttore del dipartimento di chirurgia dell’Asl.

Ricerca e supporto ai pazienti

Massimo Aglietta, coordinatore della Rete oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta, ha parlato dell’organizzazione dei percorsi di cura, che devono essere costruiti sulle esigenze del paziente e non della singola struttura. Ha inoltre riferito che il 92% dei pazienti piemontesi riceve la prima visita oncologica entro cinque giorni, mentre la parte restante viene convocata entro il sesto o il settimo giorno.

La ricerca condotta a Biella è stata illustrata da Giovanna Chiorino, direttrice del laboratorio di genomica, che ha descritto gli studi sul rapporto tra stile di vita, attività fisica e rischio di malattia. Il laboratorio sta inoltre analizzando la presenza di particolari batteri associati ai casi di tumore, con l’obiettivo di migliorare la diagnosi e personalizzare la prevenzione. Maria Scatolini, responsabile del laboratorio di oncologia molecolare, ha spiegato che alcuni test possono aiutare a valutare l’aggressività del tumore, orientare la scelta delle terapie e individuare mutazioni genetiche utili a rafforzare sorveglianza e prevenzione.

La psicologa e psicoterapeuta Patrizia Tempia ha infine affrontato gli aspetti emotivi della malattia. Tra le difficoltà più frequenti ha indicato la tendenza a nascondere la propria fragilità, il timore di sentirsi menomati e il confronto con un’idea di normalità spesso irrealistica. Chiedere aiuto, ha osservato, può invece essere parte del percorso di cura e contribuire ad affrontare anche i cambiamenti nella vita di coppia.