Ines Casagrande ha compiuto cento anni portando con sé il ricordo di un secolo attraversato tra difficoltà, lavoro, affetti e impegno verso gli altri. È nata a Mongrando il 10 settembre 1926, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Aveva una sorella, Luigina, di due anni più giovane. Il padre, originario del Veneto, lavorava come carpentiere, mentre la madre proveniva dalla Valle di Susa.
L’infanzia di Ines è stata segnata da una perdita precoce. A 11 anni rimase senza il padre e fu costretta a crescere rapidamente. Tra i ricordi rimasti più vivi c’è quello del giorno in cui lo accompagnò al cimitero da sola, sotto la pioggia di fine ottobre, con un cappotto troppo grande e un paio di scarpe di tela bianche tinte di nero per l’occasione. In quegli anni, essere figlia di un uomo veneto poteva diventare anche motivo di discriminazione: la chiamavano la veneta, facendola sentire diversa e messa da parte.
Il lavoro e la famiglia
Alla guerra, alla paura e agli stenti Ines rispose insieme alla madre e alla sorella Luigina, alla quale è sempre rimasta molto legata. Da quella stagione difficile, secondo il racconto della figlia Raffaella, nacque probabilmente la forza che l’ha accompagnata per tutta la vita. Per molti anni lavorò alla ditta Siletti di Mongrando, azienda tessile nella quale rimase fino alla pensione. La sua competenza e la sua affidabilità le valsero la qualifica di maestra, perché era lei a insegnare il mestiere alle colleghe.
Nella sua vita arrivò poi Innocenzo Vercellino. Insieme costruirono una famiglia e condivisero il lavoro, le difficoltà e molti momenti di tempo libero, dalle vacanze al mare alle gite al lago e in montagna. Dal loro matrimonio nacque l’unica figlia, Raffaella, chiamata Lella. Il marito è scomparso otto anni fa, ma Ines ha continuato a guardare avanti circondata dall’affetto dei nipoti Gabriele, Elena e Tiziano, dei loro compagni e coniugi e dei pronipoti Benedetta, Giovanna ed Emanuele.
La generosità verso gli altri
Un tratto che la famiglia ricorda con particolare affetto è la sua disponibilità verso la comunità. Finché ha potuto, Ines ha svolto attività di volontariato nella mensa scolastica di Zubiena, aiutando le insegnanti a servire il pranzo ai bambini. Anche nella vita quotidiana non si è mai tirata indietro quando qualcuno aveva bisogno: prestava, condivideva e metteva a disposizione ciò che possedeva, senza aspettarsi nulla in cambio.
Nel corso della vita ha dovuto affrontare anche situazioni difficili per far valere i propri diritti, alcune dolorose e costose. Quelle esperienze, però, non l’hanno resa diffidente né hanno cancellato la fiducia negli altri. Quando parla del passato, racconta di essere stata fortunata e ricorda soprattutto le persone che le hanno fatto del bene. Per la figlia, questo atteggiamento riassume il carattere di una donna onesta, orgogliosa, generosa e capace di non lasciarsi inaridire dal rancore.
A cento anni Ines è descritta come ancora lucida, presente e curiosa. Ha visto cambiare il modo di vivere, il lavoro, le famiglie e la società, mantenendo però saldi i valori sui quali ha costruito la propria esistenza: la famiglia, il lavoro, la parola data, il rispetto e l’aiuto agli altri. Il compleanno è così diventato per Raffaella l’occasione non solo per farle gli auguri, ma anche per ringraziarla della forza e dell’esempio trasmessi nel corso di un secolo.