Si è svolto nella Residenza Ines e Piera Capellaro di Mongrando l’incontro informativo dedicato al Centro Diurno Decadimento Cognitivo Integrato, promosso dalla Fondazione Cerino Zegna con il patrocinio del Comune di Mongrando, dell’Associazione Malattia di Alzheimer Biella e del progetto Mano nella Mano. L’appuntamento era rivolto a famiglie, cittadini e operatori interessati ai servizi per le persone che convivono con il decadimento cognitivo.
Nel corso dell’incontro sono state illustrate le caratteristiche del centro, le modalità di accesso e le professionalità coinvolte nell’assistenza. L’iniziativa ha permesso di presentare i percorsi destinati alle persone assistite e ai loro familiari, mettendo in evidenza il collegamento tra servizi sanitari, realtà assistenziali e associazioni attive sul territorio.
Il funzionamento del centro
Dopo l’accoglienza dei partecipanti, il programma si è aperto con i saluti di don Stefano Vaudano, parroco di Mongrando, del direttore generale della Fondazione Cerino Zegna Manuel Pera, del responsabile medico Michele Maffeo e di un rappresentante dell’amministrazione comunale. Monica Tolosi, responsabile della struttura, ha quindi illustrato finalità e organizzazione del Centro Diurno, soffermandosi sulle attività di supporto rivolte alle persone con difficoltà cognitive e alle loro famiglie.
Al confronto hanno partecipato anche Martina Prescianotto, terapista occupazionale, la geriatra Martina Pizzaguerra, in rappresentanza del Centro della Memoria dell’ASL BI, e Franco Ferlisi, presidente dell’Associazione Malattia di Alzheimer Biella. Gli interventi hanno riguardato il valore della presa in carico integrata e la necessità di una collaborazione costante tra competenze sanitarie, assistenziali e associative.
Il sostegno ai familiari
Una parte dell’incontro è stata dedicata al ruolo della famiglia nel percorso di cura. La psicologa Sara Pretti ha approfondito le esigenze dei caregiver e le forme di sostegno disponibili, affiancata dalle testimonianze di alcuni familiari coinvolti nel progetto Mano nella Mano 2026. Le esperienze condivise hanno offerto ai presenti elementi concreti sulle difficoltà quotidiane e sull’importanza di non affrontare il percorso in solitudine.
La giornata si è conclusa con un confronto aperto tra cittadini e professionisti. I partecipanti hanno potuto porre domande e chiedere chiarimenti sui servizi presenti e sulle opportunità di accesso. L’iniziativa ha così riunito istituzioni, operatori, associazioni e famiglie attorno al tema dell’assistenza alle persone fragili e della collaborazione tra i diversi soggetti impegnati sul territorio.