Catturare la bellezza degli ambienti naturali attraverso un obiettivo fotografico è un privilegio, ma richiede attenzione e responsabilità. In occasione della Giornata Mondiale della Fotografia, EGAP richiama i comportamenti da adottare per realizzare immagini senza arrecare danno alla fauna e ai suoi habitat.
La fauna viene prima dello scatto
Il primo principio indicato è semplice: nessuna fotografia può giustificare lo stress o il pericolo per un animale selvatico. È quindi necessario mantenere una distanza adeguata, evitando di avvicinarsi troppo ai soggetti. La cautela è particolarmente importante quando sono presenti piccoli, perché un disturbo può aumentare il rischio che vengano abbandonati.
Anche gli spostamenti devono avvenire con discrezione. Procedere in silenzio e, quando possibile, collocarsi sottovento rispetto all’animale consente di ridurre la possibilità di essere percepiti e di provocare una fuga o una reazione di paura. L’osservazione deve lasciare spazio ai ritmi della fauna, senza forzare l’incontro per ottenere uno scatto più ravvicinato.
Luoghi sensibili e condivisione delle immagini
Un’attenzione specifica riguarda la diffusione delle informazioni online. Non devono essere pubblicate coordinate GPS o indicazioni precise sulla posizione di nidi, tane e specie protette. Rendere facilmente individuabili questi luoghi può favorire un afflusso eccessivo di persone e aumentare il rischio di episodi di bracconaggio.
Il rispetto dell’ambiente passa inoltre dalla scelta dei percorsi. Occorre restare sui sentieri segnalati, non calpestare la flora fragile e non interferire con i siti di nidificazione. L’obiettivo è evitare che la ricerca dell’immagine modifichi il contesto nel quale gli animali vivono e si riproducono.
Tra i comportamenti da evitare c’è anche il cosiddetto baiting, cioè l’uso di esche artificiali o di cibo per attirare gli animali. Questa pratica può alterarne i comportamenti naturali. L’indicazione è quindi osservare e attendere, lasciando che la fauna si muova liberamente.
Infine, chi fotografa deve portare via i propri rifiuti e lasciare l’ambiente nelle condizioni in cui lo ha trovato. Non lasciare tracce del passaggio significa proteggere i luoghi e contribuire a una fruizione più rispettosa, nella quale l’immagine diventa il risultato di un’osservazione attenta e non di una pressione esercitata sugli animali o sugli habitat.