Due uomini sono stati arrestati dai Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R.M. della Compagnia di Biella, ritenuti responsabili in concorso di un furto aggravato ai danni di una pensionata di 82 anni. I fatti si sono verificati nella tarda mattinata del 16 ottobre in Valle Elvo, dove la donna è stata ingannata con la tecnica del falso tecnico del gas e del finto militare dell’Arma.
La telefonata e l’inganno
La vittima è stata contattata sull’utenza fissa da una persona che si è presentata come tecnico del gas. Insospettita, l’anziana aveva interrotto la conversazione, ma i malviventi hanno richiamato insistendo e rivolgendosi a lei per nome. La donna ha quindi provato a contattare il 112; tuttavia, l’interlocutore non aveva chiuso la linea e la risposta è arrivata da un complice, che si è spacciato per un maresciallo dei Carabinieri.
Il falso militare ha convinto la pensionata a rimanere in casa in attesa dell’arrivo di un presunto collega. Poco dopo, il diciottenne si è presentato all’abitazione e, con il pretesto di esigenze investigative, ha chiesto alla donna di mostrare gioielli e denaro. Approfittando della sua distrazione, il giovane ha preso i preziosi e le banconote lasciati sul tavolo, allontanandosi rapidamente. Nel frattempo, il complice ha mantenuto la vittima al telefono.
L’intervento dei Carabinieri
La segnalazione della Centrale Operativa riguardava un veicolo sospetto con targa straniera, individuato dai militari impegnati nel controllo del territorio nei pressi dell’abitazione. A bordo si trovava un trentenne domiciliato a Cuneo, che attendeva il complice. Quando il diciottenne è risalito in auto con la refurtiva, la vettura è ripartita ed è stata seguita a vista dalle pattuglie dell’Arma.
I Carabinieri sono riusciti a bloccare il mezzo poco dopo e hanno eseguito una perquisizione personale e veicolare. Il diciottenne aveva con sé 1.860 euro in contanti e tutti i gioielli sottratti poco prima. Nel frattempo, la pensionata era riuscita a contattare il vero numero di emergenza per denunciare l’accaduto. La refurtiva, riconosciuta dalla vittima, è stata interamente restituita.
I due arrestati sono stati inizialmente condotti nelle camere di sicurezza del Comando, su disposizione della Procura della Repubblica, che aveva richiesto la convalida degli arresti e l’applicazione di una misura cautelare custodiale. Dopo la convalida, avvenuta nella mattinata successiva, il giudice ha disposto per entrambi l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità degli indagati dovrà essere accertata in sede giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.