La prova del campionato di Serie A di ginnastica ritmica, disputata nel fine settimana al Forum di Biella, ha riunito tre figure di primo piano della disciplina: Tatiana Shpilevaya, Julia Raskina e Darja Varfolomeev. Le tre protagoniste, con ruoli diversi, hanno raggiunto i vertici internazionali e rappresentano generazioni unite da un percorso sviluppato tra società sportive, federazioni e Paesi differenti.
Un legame nato a Minsk
Tatiana Shpilevaya ha allenato Tatiana Ogrisko, campionessa mondiale ed europea, e in seguito ha seguito le individualiste della nazionale italiana alle Olimpiadi di Atlanta. Julia Raskina, campionessa europea e medaglia d’argento ai Giochi di Sydney 2000, è oggi l’allenatrice di Darja Varfolomeev, campionessa olimpica, mondiale ed europea in carica.
La storia comune affonda le radici nella Spartak di Minsk, società che svolge anche un ruolo di accademia per la ginnastica ritmica bielorussa. In quell’ambiente Raskina è cresciuta come atleta, mentre Shpilevaya accompagnava la carriera di Ogrisko. Anche Natalya, madre di Julia, allenava nel club ed era amica di Shpilevaya.
A metà degli anni Novanta, dopo essere stata chiamata in Italia dall’allora presidente della Federazione Ginnastica d’Italia Bruno Grandi, Shpilevaya mantenne i rapporti con l’accademia di Minsk. Questi contatti favorirono l’arrivo in Italia di tecniche e atlete provenienti dall’area bielorussa. Tra loro ci fu Raskina, che tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila gareggiò nella Serie A italiana con l’Ardor Padova.
Dalla pedana alla panchina
Dopo la medaglia d’argento olimpica, Raskina concluse la carriera agonistica e iniziò a partecipare a stage ed esibizioni in diversi Paesi. Quando Shpilevaya si trasferì a Biella, la invitò a tenere uno stage al PalaPajetta. Raskina soggiornò in città per circa due settimane, entrando in contatto con il territorio biellese.
Rientrata in Bielorussia, intraprese il percorso da allenatrice. In seguito si trasferì in Germania insieme alla madre: entrambe collaborarono con la federazione tedesca e seguirono la crescita di un gruppo di giovani ginnaste. Per favorire la visibilità internazionale delle atlete, si rivolsero a Shpilevaya, chiedendole di individuare opportunità nel campionato italiano.
Da questi rapporti nacque anche l’esperienza italiana di Darja Varfolomeev, allora ginnasta tedesca poco conosciuta e appena entrata nella categoria junior. Inserita come straniera nella Ritmica 2000 di Quartu Sant’Elena, iniziò a gareggiare in Serie A2 prima di approdare alle formazioni di A1. Lo scorso anno contribuì alla conquista del primo scudetto della Motto Viareggio.
Sabato scorso, al Forum, Varfolomeev ha presentato un esercizio alla palla apprezzato dal pubblico per precisione ed eleganza. La campionessa ha confermato le qualità tecniche che l’hanno portata a conquistare i principali titoli internazionali. Il prossimo appuntamento tra le tre sarà a Livorno, per la terza prova del campionato: Shpilevaya sarà impegnata come giudice internazionale, Varfolomeev scenderà in pedana e Raskina la seguirà nel ruolo di allenatrice.