Emergenza boschiva

Incendio sul Monte Barone, fiamme verso baite e rifugio

Quasi mille ettari già interessati dal rogo; squadre terrestri, mezzi aerei impegnati per tutelare abitazioni, frazioni

Incendio sul Monte Barone, fiamme verso baite e rifugio

Prosegue l’emergenza sul Monte Barone, dove l’incendio divampato lunedì 3 agosto continua a interessare un’area sempre più ampia. A dieci giorni dall’inizio del rogo, il fronte ha raggiunto una superficie stimata in quasi 1.000 ettari, in aumento rispetto agli 800 ettari indicati il giorno precedente. Il fumo è visibile e percepibile anche a distanza, fino ai comuni di Ponderano, Verrone e Biella.

Il fronte avanza verso le strutture

Nella giornata di martedì 11 agosto, il fuoco ha ripreso vigore nella zona montana, favorito dal vento e dalla vegetazione particolarmente secca. Le fiamme continuano a spostarsi e a riattivarsi in diversi punti, avanzando verso Castagnea e in direzione della diga del Piancone. Per i soccorritori la priorità resta la difesa delle abitazioni, delle baite e delle frazioni presenti nell’area interessata.

Particolarmente delicata è la situazione del Rifugio Monte Barone. Il fumo impedisce di mantenere una visuale nitida sulla struttura, che in alcuni momenti è stata comunque intravista e che, secondo quanto riferito, sembra al momento resistere alle fiamme. Il rifugio è stato interessato dagli interventi dei mezzi aerei, con lanci d’acqua effettuati da Canadair ed elicotteri.

Squadre e autobotti sul posto

Numerosi Vigili del fuoco sono impegnati sul terreno, soprattutto nelle operazioni di protezione delle abitazioni e delle baite. È stata richiesta una nuova linea ad alta pressione: le linee operative sono ora due, entrambe fornite dal Corpo AIB, con una proveniente da Biella e una da Giaveno. Sono inoltre attese autobotti del Corpo AIB: una da 8.000 litri è partita da Cafasse, nel Torinese, mentre una seconda, da 5.000 litri e sempre proveniente da Cafasse, è prevista nel pomeriggio.

Alle attività partecipano anche i volontari AIB, affiancati da due squadre arrivate da Torino. Il terreno secco e l’assenza, almeno per il momento, di precipitazioni nelle previsioni rendono particolarmente complesso il lavoro delle squadre. L’obiettivo resta contenere il rogo e mettere in sicurezza le strutture presenti sul territorio di Coggiola.