Liste d’attesa, rinvii e spostamenti sono al centro della denuncia di Rita de Lima, che contesta la gestione della sanità regionale e la distanza tra gli annunci della maggioranza di destra in Regione e le esperienze vissute dagli utenti. Secondo la sua testimonianza, molti cittadini incontrano difficoltà nel prenotare visite ed esami, con conseguenze economiche e organizzative per le famiglie.
Nel testo, de Lima sostiene che il Servizio sanitario nazionale abbia perso parte della propria capillarità e della capacità di risposta, anche a causa del progressivo ricorso alle strutture private e della mancata programmazione legata al pensionamento del personale. Le criticità, afferma, riguarderebbero soprattutto i territori interni e montani, dove la carenza di professionisti renderebbe più complesso accedere alle cure.
Le esperienze riportate
Tra gli esempi citati c’è una visita oculistica per la quale sarebbe stato indicato un anno di attesa nel servizio pubblico, a fronte di tre mesi in intramoenia. Per una visita fisiatrica presso l’Asl di Biella, la disponibilità sarebbe risultata quasi inesistente, con la necessità di rivolgersi a strutture private convenzionate oppure di raggiungere Novara.
Un ulteriore caso riguarda un esame urologico di controllo, richiesto dopo un’infezione, per il quale la prima disponibilità indicata sarebbe marzo 2028. Per una radiografia ai piedi, invece, la testimone riferisce di aver dovuto raggiungere Oleggio, affrontando anche un secondo viaggio per ritirare il referto. De Lima precisa che si tratta di esperienze personali, ma le considera indicative delle difficoltà che possono incontrare i pazienti.
Secondo la denuncia, gli spostamenti, la perdita di giornate lavorative, l’utilizzo delle ferie e i ticket finiscono per sommarsi, aumentando il peso della spesa sanitaria sui bilanci familiari. Chi non dispone delle risorse necessarie, sostiene de Lima, può arrivare a rinunciare alle cure o a chiedere il sostegno dei volontari.
Le richieste alla Regione
Nel documento vengono rivolte tre domande all’Asl e alla Regione: quali interventi siano previsti all’Ospedale di Biella per garantire le prestazioni ordinarie, quale sia il piano di riorganizzazione dei servizi territoriali e perché si continui a ricorrere a gettonisti e convenzioni esterne invece di valorizzare il personale dipendente.
La posizione espressa riguarda anche le nuove Case della salute, che de Lima considera utili a condizione che siano sottoposte a un monitoraggio effettivo e non restino, secondo la sua definizione, soltanto strutture prive di adeguati servizi. La testimone contesta inoltre le rassicurazioni dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e lamenta la mancata risposta ai reclami attraverso i canali ufficiali dell’Asl.
La denuncia si conclude con un richiamo alla necessità di continuare a segnalare le criticità e a chiedere risposte alle istituzioni. Per de Lima, il rischio più serio è la rassegnazione di chi, non aspettandosi più soluzioni, smette di rivolgersi ai servizi sanitari o rinuncia a far valere le proprie esigenze.