Il sindaco di Biella respinge la proposta avanzata dalla Lega per sostenere il commercio e rivitalizzare il centro cittadino. In una nota, il primo cittadino giudica il documento dettagliato ma non sufficientemente persuasivo e contesta sia l’impostazione generale sia alcune delle soluzioni indicate per il rilancio delle attività.
Il trasferimento del mercato
Tra i punti contestati c’è lo spostamento dell’attuale mercato di piazza Martiri in piazza Vittorio Veneto e nelle aree circostanti. Secondo il sindaco, l’ipotesi equivarrebbe a cercare di rianimare il centro attraverso un mercato che, a sua volta, sarebbe in difficoltà e avrebbe bisogno di essere rilanciato. Una scelta che, nella sua valutazione, dimostrerebbe una convinzione non sufficiente nell’affrontare il problema.
Il primo cittadino osserva inoltre che l’insediamento di nuovi dehors, il completamento dell’arredo urbano e la riqualificazione delle vie e delle piazze centrali rientrano già negli obiettivi dell’amministrazione comunale. I lavori eseguiti o in corso, quelli programmati e la redazione del regolamento sui dehors sarebbero, secondo il Comune, elementi già comunicati alla cittadinanza e quindi non riconducibili a una proposta innovativa.
Perplessità vengono espresse anche sui rendering allegati al progetto, definiti suggestivi ma poco realistici. Il sindaco richiama i vincoli presenti in una piazza storica e le criticità della viabilità da e verso piazza I Maggio e via San Filippo. Nella valutazione vengono citati anche i proprietari degli immobili dotati di passo carraio, che rischierebbero di non essere adeguatamente considerati. Il riferimento è all’esperienza dell’amministrazione, in passato criticata per rendering ritenuti più dettagliati e precisi.
Agevolazioni fiscali e negozi storici
La nota rileva poi che la proposta della Lega non indicherebbe i possibili costi né le relative coperture finanziarie. Sulle agevolazioni fiscali per le nuove attività, il sindaco distingue tra l’importanza di favorire nuovi insediamenti e la necessità di creare condizioni tali da consentire alle imprese di restare aperte nel tempo, evitando la chiusura dopo pochi mesi.
Il punto centrale della critica riguarda però la posizione dei negozi storici. Introdurre riduzioni o esenzioni fiscali per le nuove attività, mentre gli esercizi già presenti continuano a sostenere per intero costi come IMU e TARI, potrebbe determinare secondo il sindaco uno svantaggio competitivo per chi opera da anni in città. La conseguenza, viene osservato, potrebbe essere una riduzione dei margini di profitto o una minore competitività sui prezzi. Per questo il primo cittadino afferma di non voler sottoporre a un ulteriore stress le attività che continuano a operare.
Nel suo intervento il sindaco richiama anche il piano realizzato dal Comune di Ferrara con la collaborazione della Camera di commercio locale. Al di là della spesa indicata, pari a 250mila euro in due anni, l’amministrazione biellese segnala la complessità delle procedure di accesso e il rischio che i contributi possano favorire un contestuale aumento dei canoni di locazione.
La presa di posizione si conclude con un riferimento politico alla precedente legislatura: se le agevolazioni proposte fossero considerate una soluzione decisiva per il commercio e la rivitalizzazione del centro, sostiene il sindaco, la Lega avrebbe potuto introdurle quando amministrava il Comune. Il primo cittadino definisce comunque il documento uno spunto di riflessione utile per approfondire un tema importante per la comunità di Biella.